Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo alle modifiche al Reg. (UE) 2023/956 (Carbon Border Adjustment Mechanism), con 617 voti a favore, 18 contrari e 19 astensioni.
Il testo dovrà essere ora formalmente approvato dal Consiglio ed entrerà in vigore tre giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Il sistema assicura che le merci importate nell’Unione Europea riflettano il costo reale delle emissioni di CO₂, pari a quello sostenuto dai produttori europei, riducendo così il rischio di delocalizzazione industriale.
📌 Questi i punti chiave della modifica:
- Soglia unica di 50 tonnellate: gli operatori saranno esentati dagli obblighi CBAM se la massa netta cumulativa delle merci importate in un determinato anno civile non supera le 50 tonnellate (ad esclusione di energia elettrica e idrogeno)
- Rendicontazione delle emissioni: i dichiaranti autorizzati CBAM, per la prima volta nell’anno 2027 per le emissioni incorporate dell’anno 2026, dovranno presentare la dichiarazione annuale entro il 30 settembre dell’anno successivo alle importazioni
- Presentazione della domanda di dichiarante CBAM autorizzato fino al 31 marzo 2026: importatori e rappresentanti doganali indiretti che presenteranno la domanda entro questa data potranno continuare ad importare le merci fino all’adozione della decisione sull’autorizzazione
- Obbligo di acquisto dei certificati scatterà da febbraio 2027 e riguarderà le emissioni incorporate relative alle importazioni dell’anno 2026
Risultato: meno oneri per i piccoli operatori, maggiore chiarezza operativa e una transizione più gestibile verso l’applicazione piena del CBAM.
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